5PORT1_ (2011)

5PORT1 
Concorso indetto dal Comune di Revò (TN)

Concorso di progettazione per la riqualificazione della zona sportiva del Comune di Revò.
L’intervento prevede la demolizione delle strutture esistenti e la riorganizzazione distributiva dell’intera area d’intervento, con l’inserimento di un campo da calcio, tribune, spogliatoi, zona sportiva polivalente.

























gruppo progettazione: 

unoauno_spazio architettura; Mariangela Pugliese

SUG 111_salotti urbani a Grottaferrata (2010)

SUG 111_salotti urbani a Grottaferrata
Concorso indetto dal Comune di Grottaferrata














salotti urbani:
lo spazio della piazza è costituito dalla individuazione di 3 SALOTTI URBANI.  L’idea del salotto urbano nasce dalla volontà di riportare una domesticità urbana all’interno dello spazio pubblico della piazza. 
I tre salotti urbani (come stanze) sono tematici e in relazione alle principali azioni e funzioni che vi si svolgono.


 


















Salotto urbano 1: l’incontro
lo spazio di questo primo salotto tende a ripristinare la centralità e l’importanza dell’attività del bar esistente:  agevola il dialogo, la socializzazione, l’incontro con la predisposizione di sedute come “sedie domestiche”.
Salotto urbano 2:  il relax
lo spazio del secondo salotto cerca di costruirsi attraverso il tema del riposo. Diviene uno spazio per rilassarsi dalla quotidianità contemporanea, attraverso arredi/chaises long posti su pedane rialzate, che si isolano all’interno della piazza rispetto all’intorno.  
Salotto urbano 3: il giardino
Forte presenza ambientale e naturale, che contamina lo spazio urbano. Aree verdi e spazi per il gioco si fondono, dando l’occasione di poter di creare attività ludico-educative attraverso l’interazione con le varie essenze vegetali autoctone e di nuovo impianto.
















gruppo progettazione: 
unoauno_spazio architettura; Mariangela Pugliese






SUB_AQUEA (2010)

SUB_AQUEA

Menzione d'onore
Concorso internazionale indetto da Arquitectum


Il tema centrale è l'ACQUA. L'edificio si configura come MONOLITE alto 100 m. eroso, al suo interno, dell'acqua. Infatti il materiale principale è il sistema liquido dello spazio vuoto che erode, spezza e cristallizza i volumi.


I cristalli di SUB-AQUEA contengono, in un gradiente ascensionale delle temperature (25°C - 32°C ) le diverse funzioni, definendole come stanze del benessere, e come nelle terme romane è la temperatura dell'acqua a determinare la temperatura degli ambienti interni. 








Il profilo dei cristalli segue il verso dello scorrere dell'acqua piovana che viene raccolta, depurata e riutilizzata all'interno della SPA. Le piscine e le terrazze divengono gli elementi che rompono il MONOLITE, creando le piazze d'acqua sospese sulla città di Roma. 


























gruppo progettazione: 

unoauno_spazio architettura; Mariangela Pugliese

HydroCourtFarm: un complesso sostenibile a Barranquilla (Colombia)_ 2010

HCF_HydroCourtFarm
tesi di laurea 14luglio2010  Università degli studi G.D’Annunzio, Pescara
relatore_ prof. Pepe Barbieri; correlatore_ arch. Alberto Ulisse



La tesi approfondisce il tema sotto diversi aspetti architettonici, tecnologici, ambientali. 
Il progetto ubicato a Barranquilla, nella regione dei Caraibi, affronta in un primo momento le problematiche del contesto legate a fenomeni di esondazione, per poi fornire delle risposte puntuali. Nei vuoti urbani vengono individuate delle unità (cluster) "semi" autonome interconnesse, con finalità di purificazione, conservazione e drenaggio dell'acqua. La città viene così suddivisa in distretti energetici relazionati tra loro attraverso una rete di connessione "virtuale".



Dall'analisi delle problematiche, formulazione delle riposte strutturali di inquadramento urbano, alla progettazione di un elemento tipo: un edificio barriera come macroscopico collettore di risorse prevalentemente idriche ma pienamente corrispondente ai principi della sostenibilità ambientale.

Nuova corte urbana nell’ottica di una città per parti. 
Edificio barriera, architetture d’acqua, paesaggi drenanti, dispositivi di accumulo in sito dell’acqua piovana: l’acqua meteorica trova nella piazza antistante uno spazio maggiore in cui fa defluire e ridurre la portata dell’arroyo (principio vasche di laminazione); nello stesso tempo la piazza quando non piove svolge la sua funzione pubblica di parcheggio.

L’acqua viene incanalata in vasche sotterranee collegate tra loro (principio dei vasi comunicanti) per assicurare il corretto funzionamento nel caso di troppo pieno.  
La facciata semi-aperta realizzata con una doppia pelle lamellare permette una ventilazione naturale, garantendo comfort interno anche nei periodi più caldi. L’edificio è una grande stecca trasversale dove sono situati gli uffici e i vari laboratori dell’ agricoltura idroponica (nuova tecnologia di coltura delle piante nell’acqua per cui le radici delle piante sono bagnate da una corrente dinamica di soluzione nutritiva). La stecca  si inspessisce a seconda della funzioni concentrando i volumi in una parte dell’area al fine di liberare lo spazio retrostante per un parco/bosco. In alcuni punti i piani vengono “stirati” spingendosi dietro ad accogliere altre funzioni legate alla didattica del collegio o alle residenze.


Primo premio concorso “architettura sostenibile  in memoria di Raffaella Alibrandi” 
(2° edizione), Roma 11 Novembre 2010.

progetto pubblicato in "Progettare 06/10"

INFRAgreen_ECOtower 2008

Il porto d Pescara
laboratorio di Composizione Architettonica_4 2008_ 
Università G.D’Annunzio_Chieti, Facoltà di Architettura di Pescara

Il filo di Arianna: una tecnica per attraversare la città, una foresta fatta da percorsi che si intersecano come in un labirinto; un sistema continuo ibrido tra natura e artificio che attraversa la città e ne assume di volta in volta le caratteristiche, fino ad incontrare nodi più grandi in cui penetra, li attraversa, li abita . In questi il sistema cerca di riproporre il tema forte della foresta, una spugna dotata di pieni e di vuoti, che si riempie e si svuota, che assorbe funzioni diverse; la spugna, figura base di “insediamento”, viene modellata dal penetrare della città attraverso i suoi tracciati viari e si concretizza in una piastra sopraelevata e abitata, sulla quale nascono incisioni, graffi, grandi bucature delle quali alcune estruse verso l’altro a formare torri.















ECOtower, bosco verticale, modellata come un diamante in base alla posizione del sole per sfruttarne al massimo l’irraggiamento. Studiata per essere una “macchina” che produce biomassa, che ricicla l’acqua piovana, che produce energia.
















Anche l’involucro esterno è studiato come una doppia pelle che varia a seconda dell’esposizione solare. La struttura portante a nucleo centrale, con solai a sbalzo e gabbia controventata esterna, che funge essa stessa da involucro, permette libertà in pianta.
















gruppo progettazione: 
Mariangela Pugliese; Alessandra Salciccia

progetto pubblicato in
- OP2 hyperadriatica VENEZIA ASCOLI PESCARA  Opere Pubbliche e città adriatica (PRIN 2006/2008)
-  rap-porti urbani  Esperienze di un laboratorio Integrato (2010)